E venne l’ora del comunicato della Curva Nord Brescia (LINK QUI e versione testuale in calce al testo) sulla rottura del gemellaggio con Cesena. Un comunicato che rigira il coltello nella piaga per la fine di un rapporto pluridecennale che avrebbe meritato ben altro epilogo. Proprio per questo la Mare ha scelto di non commentare pubblicamente questa decisione, limitandosi a poche righe (LINK QUI) sulla fanzine durante Cesena-Venezia per prendere atto di qualcosa di già deciso, per rispetto delle amicizie e dei rapporti che andranno oltre questo periodo tempestoso.
Poi è arrivato questo comunicato bresciano con due punti difficilmente spiegabili o difendibili: la difesa a priori delle curve milanesi e l’attacco alle critiche via social.
Per quel che concerne il primo punto, si legge: “Il tono generale della fanzine, le insinuazioni, il parere espresso sulle curve milanesi (come quando viene affermato che sarebbero stati fatti ‘affari ben più redditizi’), così come il dare giudizi su comportamenti, motivazioni e scelte di altre tifoserie, attribuendo colpe e responsabilità senza alcuna prova, riflettono un concetto che nulla ha a che vedere con il mondo ultras e con il nostro modo di intenderlo. Allo stesso tempo, mettere nero su bianco opinioni e giudizi come fossero fatti di cronaca definitivi e ufficiali, con l’intento di diffonderli ovunque, si discosta nettamente dalla nostra mentalità. Noi, come Curva Nord Brescia, prendiamo le distanze da tutto questo. Siamo ultras e nient’altro. Il resto del lavoro lo lasciamo a chi di competenza”.
Ecco, come si fa a parlare di colpe e responsabilità senza alcuna prova? Lo scorso 17 giugno 2025 il Tribunale di Milano ha inflitto condanne in primo grado per circa 90 anni complessivi a 16 imputati delle due curve milanesi. Sono certamente garantista e va sottolineato che le sentenze non sono definitive, ma non è stata certo la tifoseria cesenate a diffondere ovunque questi fatti, e non è richiesto ad una curva attendere il terzo grado di giudizio prima di esprimere le proprie valutazioni morali sul movimento ultras. “Siamo ultras e nient’altro. Il resto del lavoro lo lasciamo a chi di competenza”: frase degna di Celestino V. E, al tempo stesso, è l’esatto opposto della coerenza che ha caratterizzato la tifoseria cesenate che, solo per citare gli ultimi vent’anni, ha combattuto tantissime battaglie (dal no al sabato al no alla tessera), tutt’altro che facili ma estremamente importanti.
Il secondo punto riguarda il riferimento alle frecciate sui social, dopo che era stata la stessa Curva Nord Brescia a pubblicare tutto su Facebook. E dopo che, sempre su Facebook, era stata smentita da un comunicato bellariese che raccontava come incontri di persona e strette di mano avessero ricucito il rapporto dopo le incomprensioni di fine estate 2025 (qui il link alla versione ripresa dal nostro canale Telegram).
Ci sarebbe poi un terzo aspetto, ovvero il voler rimarcare che il direttivo della Curva Nord parla a nome di tutta la curva. Tralasciando il fatto che numerosi gruppi organizzati della tifoseria biancazzurra hanno voluto ribadire la continuità e la solidità del rapporto con Cesena e che sabato scorso erano, come sempre calorosamente accolti, all’Orogel Stadium Dino Manuzzi.
Ultimo, ma non meno importante, manca qualsiasi riferimento alla visita dei milanisti a Brescia (documentata da video, uno dei quali è visibile qui) proprio pochi giorni prima dell’annuncio della rottura del gemellaggio.
E questi sono puri e semplici fatti, non opinioni.
—
Il comunicato (testo integrale):
Curva Nord Brescia – Comunicazione Ufficiale
Con queste righe, il direttivo della Curva Nord Brescia ritiene doveroso spiegare alla propria gente le motivazioni dietro alla scelta che, con sofferenza, ha ritenuto di prendere nei giorni scorsi.
La scelta di interrompere un gemellaggio storico che durava da quarant’anni è stata difficile e sofferta. Non è stata una scelta immediata: abbiamo voluto prenderci il tempo necessario per metabolizzare la situazione proprio alla luce dell’amicizia e del legame storico che ci univa ai Cesenati.
Specifichiamo fin da subito che la rottura del gemellaggio riguarda unicamente i direttivi della Curva Nord Brescia e della Curva Mare Cesena: in nessun modo questa decisione va a compromettere le amicizie personali.
Nel volantino richiamato si leggono passaggi che vanno al di là del nostro modo di vivere il mondo ultras. Parlare di “piagnistei” riferendosi a persone coinvolte in arresti, procedimenti giudiziari che fuoriescono da quello che è propriamente il mondo ultras, con famiglie racchiuse in un dolore profondo, significa trasformare un momento delicato in un oggetto di scherno pubblico.
Questo non è sfottò da stadio, è giudizio morale, nel nostro modo di vedere le cose poco opportuno e inappropriato.
Il tono generale della fanzina, le insinuazioni, il parere espresso sulle curve milanesi (come quando viene affermato che sarebbero stati fatti “affari ben più redditizi”), così come dare giudizi su comportamenti, motivazioni e scelte di altre tifoserie, attribuendo colpe e responsabilità senza alcuna prova, riflettono un concetto che nulla ha a che vedere con il mondo Ultras e con il nostro modo di intenderlo.
Allo stesso tempo, mettere nero su bianco opinioni e giudizi come fossero fatti di cronaca definitivi ed ufficiali, con l’intento di diffonderli ovunque, si discosta nettamente dalla nostra mentalità.
Noi come Curva Nord Brescia prendiamo le distanze da tutto questo. Siamo ultras e nient’altro. Il resto del lavoro lo lasciamo a chi di competenza.
Essendo noi gemellati sia con il Cesena sia con il Milan da altrettanti quarant’anni, riteniamo che scrivere e diffondere certi contenuti senza alcun confronto né rispetto per la nostra posizione abbia rappresentato un ulteriore passo indietro nel rapporto che ci univa. Anche questo passaggio, non di poco conto, ha inciso profondamente sulla decisione presa.
A prescindere dai nomi o dalle squadre coinvolte, la nostra posizione sarebbe stata la stessa. È una scelta di principio.
Abbiamo scelto di restare fedeli ai nostri valori: coerenza, lealtà e rispetto.
P.S.
Sia chiaro: alla Curva Nord Brescia non interessa minimamente come viene chiamata.
Questa precisazione viene inserita a seguito delle frecciatine viste sui social come “Ultras Union Brescia” e similari, utilizzate a soli fini provocatori.
La Curva Nord ha preso una decisione e la sta portando avanti con coerenza.
Etichette, provocazioni e tentativi di sminuire non ci toccano.
Allo stesso tempo chiediamo rispetto.
Sui social non servono offese, attacchi o divisioni.
Chi ha qualcosa da dire, da chiarire o da contestare, sa che noi siamo qua, pronti al confronto diretto, come gruppo compatto.
Da ultimo, è giusto chiarire un ulteriore concetto: essere il direttivo comporta assumersi la responsabilità di prendere delle decisioni. Questa è l’unica differenza rispetto al resto della Curva.
La Curva Nord Brescia è fatta da tutte le persone che la vivono, la frequentano e la sostengono. Ognuno fa la propria parte, in modo diverso, ma tutti per lo stesso motivo: tifare la nostra maglia.
Per questo, ringraziamo come sempre tutta la Curva Nord Brescia, che ci è sempre stata vicina.
Chi attacca il direttivo attacca tutta la Curva Nord: siamo tutti parte della stessa realtà.


Lascia un commento