1. Mignani al momento resta perché non abbiamo soldi disponibili per prendere un sostituto. L’ingaggio di Pecchia è alto e sarebbe già difficile sostenerlo per la prossima stagione, quando scadranno alcuni contratti importanti.
2. Le cessioni di Adamo e Blesa hanno permesso di recuperare parte di quei tre milioni di euro necessari a colmare il bilancio relativo al precedente esercizio, come già scritto lo scorso autunno.
3. Ergo, è difficile aspettarsi colpi di scena clamorosi, perché è difficile trovare un buon allenatore che venga praticamente gratis fino a fine stagione, senza la certezza di un rinnovo per il prossimo campionato.
4. Mignani nel frattempo ha perso completamente la fiducia della squadra e oggi lo si è visto bene, soprattutto con Klinsmann.
5. È difficile pensare che uno dei migliori elementi del Cesena, uno che quasi da solo era arrivato a decidere le partite, sia lo stesso giocatore di questo primo scorcio di 2026.
6. Al tempo stesso è ormai nota l’avversione di suo padre, uno dei dirigenti non ufficiali ma tra quelli che contano di più, nei confronti di Mignani.
7. Poi parliamo della squadra, della mancanza di carattere, della paura e della vergogna che hanno preso il posto della spavalderia di inizio stagione.
8. Vi ricordate a Venezia quando Ciofi e compagni scimmiottavano il “Romagna Mia”, tradizionalmente cantato davanti alla Curva Mare? Vi ricordate l’arroganza con cui reagirono quando fu fatto loro notare che non era stato un gesto propriamente corretto?
9. Dal team manager (ma chi è?) all’addetto stampa, fino a un manipolo di pretoriani del capitano Ciofi (che qualifica meravigliosa, “pretoriano di Ciofi”!), si scatenò un polverone in difesa di quella recita a favore di telecamera.
10. E dov’erano questi soggetti questa sera, mentre i tifosi chiedevano un confronto con la squadra al termine della partita, al di fuori della tribuna? Ve lo dico io: Ciofi era dietro la porta a spiare tutto, ma senza il coraggio di metterci la faccia. Né lui né Mignani. Complimenti.


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