- Dai, stasera, anziché partire ribadendo l’ovvio, lasciatemi menzionare la vera perla di giornata: il vocalist liberal che al gol di Frabotta esulta e mette la musica come se avessimo segnato la rete della vittoria.
2. È una perla perché rende benissimo il clima surreale che avvolge una squadra implosa, con poco più di 60 minuti di autonomia nelle gambe, che non sa segnare nemmeno i gol più facili ma che ne prende tre a partita.
3. Il vero colpevole di tutto – un po’ come per tutte le cose brutte di questo mondo – si trova però sull’altra sponda dell’Atlantico: la dirigenza, che ancora attende il contrattacco di Steiner. Un contrattacco che non ci sarà mai.
4. L’immobilismo americano – al netto dei tanti soldi che anche quest’anno stanno mettendo nel loro giocattolino – è l’elemento più preoccupante di questa crisi. Loro hanno dato un budget, sforato un anno fa, e quest’anno bisogna rientrare.
5. Così però si rischia con il fuoco, e lo stanno capendo un po’ tutti. Far giocare Ciervo solo per il premio partita, un modestissimo gettone di presenza, equivale ad alzare bandiera bianca: anche la dirigenza, per quest’anno, ha tirato i remi in barca.
6. Poi possiamo discutere di tutto il resto, ma restano questioni accessorie. È chiaro che il barese in panchina, il napoletano in tribuna e lo spallino dietro la scrivania hanno esaurito tutti i loro bonus e devono essere ringraziati e allontanati.
7. Mignani, poi, sarebbe stato da esonerare già da tempo: perdere in casa col Bari e poi farsi umiliare, tra le altre, da Entella, Avellino e Spezia era motivo sufficiente per far comprendere a tutti che la situazione fosse fuori controllo.
8. Cesena, invece, è una piazza dove ci si può leggere un articolo che sembra, a tutti gli effetti, scritto sotto dettatura contro uno dei giocatori con il contratto più pesante, per convincerlo a farsi da parte.
9. Cesena è una piazza dove si trova gente disposta a scrivere sotto dettatura pur di compiacere chi comanda.
10. Dopo Venezia, Dimitri Bisoli ha vinto il campo con il contagocce, ma la situazione non è affatto cambiata. Adesso o contrattacca Steiner o si mandano via tutti: dall’allenatore all’addetto stampa, passando anche per qualche scribacchino, podcaster o mancato dirigente.


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