Il Cesena entro pochi giorni probabilmente si iscriverà al prossimo campionato di Serie B e John Aiello resterà in sella. Ma chi controlla veramente la società? Cosa c’entra l’ex responsabile finanziario della Juventus di Andrea Agnelli con il Cavalluccio? E chi detiene in pegno il 100% delle quote del Cesena FC, con la possibilità, ovviamente, di escutere l’intera società a prezzo stracciato?
Sono più o meno queste le domande che ogni tifoso dovrebbe porsi in queste ore, ancor prima di quelle sul futuro allenatore o su un mercato che non è neppure in procinto di iniziare. La realtà è che dietro alla JRL Investment Partners LLC, la società di diritto statunitense con sede nel Delaware che possiede la totalità del Cesena FC, c’è una galassia finanziaria di cui probabilmente possiamo conoscere soltanto la superficie.
Sia chiaro: si tratta di operazioni normali nel mondo della finanza, spesso registrate davanti a un notaio, ma difficili da tracciare fino in fondo per la nota riservatezza che caratterizza questo ambiente.
Per capire un po’ la situazione occorre partire almeno dall’estate scorsa, con Shpendi che sbaglia il rigore a Catanzaro e con il Cesena di Mignani eliminato nel turno preliminare dei playoff. Seguono settimane di stallo completo, fino allo sbarco in Romagna dei fratelli Aiello, che in pochi giorni sbloccano tutto sostituendo il direttore sportivo e dando il via alla costruzione della nuova stagione.
Ebbene, all’inizio di giugno 2025 il Cesena è a corto di liquidità dopo una stagione segnata da spese faraoniche: servono circa due milioni di euro e qui parte tutto. La JRL Investment Partners si rivolge a una società inglese, la Fasanara Capital Ltd, fondata tra gli altri da Gianluca Vialli, per ottenere un prestito di 1,8 milioni di euro. La Fasanara, però, non è una banca, bensì una società di intermediazione finanziaria specializzata nel mondo del calcio: facilita cioè questo tipo di operazioni con capitale di terzi.
Lo schema è più o meno il seguente: la Fasanara procura 1,8 milioni alla JRL, con scadenza al 31 ottobre 2025 e, in cambio, ottiene il pegno del 100% delle quote del Cesena FC assegnato alla Tifosy Ltd, altra società inglese collegata alla stessa operazione, che assume il ruolo di garante del prestito.
Cosa significa dare le quote in pegno? Significa che, se entro la data stabilita il prestito non viene estinto o prorogato, tutto il Cesena passa di mano: viene escusso. In pratica, con 1,8 milioni di euro, chiunque abbia messo i soldi si sarebbe trovato in mano una società di Serie B dal valore di almeno 10 milioni di euro.
Cosa è successo poi alla fine del mercato estivo, cioè a settembre 2025? La JRL non era ancora pronta a estinguere il prestito, non avendo ceduto nessuno dei gioielli di casa, ovvero Berti, Shpendi e Klinsmann, che in estate era stato vicinissimo al Palermo prima della sliding door rappresentata dall’infortunio di Gomis. Gli Aiello hanno quindi chiesto un’estensione e un aumento del finanziamento, aggiungendo un altro milione di euro alla somma totale, passata da 1,8 a 2,8 milioni, e portando la scadenza al 28 febbraio 2026, cioè dopo la chiusura del mercato di riparazione.
La Fasanara, che nel frattempo aveva delegato la gestione dell’operazione a una propria filiale italiana, ha acconsentito alla richiesta e, il 24 novembre, davanti al notaio Porfiri, Massimo Agostini ha firmato i documenti in rappresentanza della JRL. Per la Fasanara era invece presente Marco Giovanni Re, già CFO della Juventus ai tempi della presidenza di Andrea Agnelli.
Poche settimane dopo, a gennaio per la precisione, sulla stampa uscirono indiscrezioni circa un’immissione di denaro pari a 422 mila euro grazie alla proprietà americana e a quello che già veniva definito il socio di maggioranza, cioè Melby, che poi ad aprile veniva dato per certo come futuro presidente del Cesena FC nella stagione ormai alle porte.
Quello che è certo è che, anche qualora Melby fosse socio di maggioranza della JRL, attuale detentrice del 100% delle quote del Cesena FC, si troverebbe comunque in una posizione relativamente debole, visto il pegno di quasi tre milioni di euro pendente sulla società.
Naturalmente la fotografia è ben lungi dall’essere completa. Prima di tutto perché è legittimo supporre che, a fine febbraio, il prestito sia stato quantomeno prorogato — forse anche aumentato, difficilmente estinto — visto che non si sono registrati passaggi di mano della società.
Manca poi un’altra informazione importantissima: chi ha messo questi soldi, instradati dalla Fasanara al Cesena, per ottenere un pegno che sulla carta appare estremamente favorevole?
Ancora: la famiglia Aiello, che in questi anni ha immesso comunque ingenti quantità di denaro nel Cesena FC, rischierà davvero di perdere tutto per una cifra relativamente modesta?
L’impressione è che si stia giocando una delicata partita a poker, con Aiello in una posizione tutt’altro che invidiabile e con il creditore che si troverebbe in una posizione contrattuale particolarmente forte qualora la proprietà non fosse in grado di adempiere agli obblighi previsti.


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