Che brutta, bruttissima bestia il karma. Dall’estate 2018 a oggi sono passati oltre 7 anni e il Romagna Centro – o meglio, quella matricola – è secondo in Serie B.
Secondo, ma con una maglia speciale: bianca con bordi neri, e con uno stemma speciale cucito sul petto. Un simbolo che la nobilita, gratifica e, al tempo stesso, la rende unica.
Perché, sia chiaro, i coglioni sono anche a casa nostra: quelli che per anni sono andati in giro dicendo “questo non è il mio Cesena”, quelli che stampano le magliette con la vecchia matricola e così via.
Più o meno allo stesso livello ci sono quelli che, in queste ore, sui social vanno esprimendo una solidarietà non richiesta e poco gradita, denotando anche una memoria estremamente corta. Fate vomitare.
Il Cesena è dove gioca il cavalluccio e dove ci sono i suoi tifosi: più semplice di così si muore. E stasera il Cesena era all’Orogel Stadium e, soprattutto, è secondo in classifica.
Ci sta andando tutto bene, sia chiaro. Blesa ha fatto di tutto per sbagliare un gol praticamente già fatto, mentre il tocco di Mangraviti è davvero di quelli da mangiarsi le mani. Eppure è andato tutto bene.
L’eroe della serata è Klinsmann. Che, va detto, è arrivato a Cesena da raccomandato. Poi, però, ha dimostrato di essere per distacco il portiere più talentuoso della pur breve storia del Cesena FC.
Capita di sbagliare giudizio, a volte, e va ammesso: Klinsmann stasera ha parato un rigore in maniera spettacolare, con il braccio di richiamo, a Gliozzi. A tutti gli effetti ora è un portiere almeno da alta Serie B.
Con il Monza la sorte ci ha tolto qualcosa, con il Modena ce l’ha restituita. Un po’ come avvenne con la Reggiana in casa e con il Südtirol in trasferta. Ma va benissimo così.
E adesso, da secondi in classifica, abbiamo dei sogni? Non so voi, ma per quel che mi riguarda non ho cassetti in cui custodirli. E allora mi godo la realtà, a volte dura e a volte dolce, e mi affido al buon vecchio karma.