Ecco il testo corretto nella sintassi e con mantenimento dell’elenco puntato. Ho tolto i riferimenti ad addetto stampa, team manager, dg, ds e autista del ds così non tolgono i tesserati anche al podcast.
- In casa è sempre bello. Sì, d’accordo, la trasferta ha un altro sapore, ma alla fine siamo tutti abitudinari: la routine crea conforto, e questa prolungata assenza della vittoria all’Orogel Stadium stava iniziando a minare qualche nostra certezza.
- Sia chiaro, non tutte le certezze: che la bravura di Calabro sia inversamente proporzionale alla sua simpatia, e che anche per questo la Carrarese negli ultimi tre anni sia sempre stata una delle avversarie più rognose, beh, questo non cambia.
- Veniamo a noi, anzi a Mignani, che finalmente sembra aver imparato la lezione: va bene il turnover, ma senza minare i pilastri di questa squadra.
I pilastri, al momento, sono tre: il portiere, Berti e Shpendi.
E non a caso l’hanno decisa loro due (più Frabotta, che si procura il rigore). - Il gol di Berti poi è qualcosa di meraviglioso: solo una mente calcisticamente superiore poteva, in una frazione di gioco, mettere a fuoco il punto preciso dove imbucare la palla — tenendo conto di almeno quattro giocatori in movimento — e indirizzarla proprio lì.
- Ora la classifica, per il momento, è bugiarda: Modena e Cesena probabilmente hanno raccolto più punti del loro reale valore.
Che non è un demerito, anzi: è un grande complimento a quanto mostrato in campo.
Però è oggettivo che tante cose si siano messe bene per entrambe e che basta una squadra rognosa come la Regia per riportare tutti coi piedi per terra. - Il Monza sta ovviamente mettendo il turbo, mentre il Palermo deve combattere qualche demone interno prima di capire che può schiacciare tutti.
Il Palazzo d’Inverno resta quindi ancora occupato da queste due corazzate: noi tutti tifiamo per la rivoluzione, ma non è ancora il 7 novembre. - Ok, adesso parliamo del divieto di trasferta a Bari.
Cioè, in realtà, parliamo di mille cose che si collegano a questo sopruso, e che mostrano come il nostro silenzio sia ormai complicità.
Non seguiamo certo il Cesena perché siamo amanti della golden shower del potere esecutivo: silenzio significa complicità. - Bari è stata vietata, lo sanno tutti, per fare un dispetto, per punire (per cosa, poi? Per i fatti del centro storico? Ancora con sta storia?) e non per reali esigenze di ordine pubblico.
E se anche ci fossero preoccupazioni per l’ordine pubblico, non c’è forse qualcuno incaricato di gestirle? - Ma sono sempre le solite spiegazioni, le solite giustificazioni: chi non ha ancora capito il problema della tessera è semplicemente parte del problema stesso.
Andatelo a spiegare ai tesserati, felici e contenti, che non possono assistere ai derby marchigiani (Ascoli e Ravenna, per dire i due più recenti). - In tutto questo c’è il Cesena, a cui non frega assolutamente niente del divieto delle trasferte.
A loro basta trovare 4persone per cantare “Romagna mia” a fine gara e 4calciatori permalosi e infantili per saltellare in video.
Periodicamente arriva la promessa di fare qualcosa: di questo passo saremo fortunati se non verrà chiusa anche la Curva Mare.
Vuoi che te lo metta anche in versione fumetto per quelli che hanno difficoltà a capire le implicazioni della tessera?

