1. È arrivato il momento dell’autocritica: se non ci hanno mandato a Padova è prima di tutto colpa nostra. Colpa mia, colpa molto probabilmente di chi mi sta leggendo e di chi spesso, con impegno e abnegazione, porta avanti la battaglia per le trasferte libere.
  2. È colpa nostra perché è arrivato il momento di riconoscere che solo noi, e nessun altro, può prendere in mano la situazione e cambiarla in meglio. Avere la benché minima aspettativa verso ogni altro soggetto non solo è fuorviante bensì dannoso. Perché ci impedisce di agire.
  3. Il divieto di Padova è forsa colpa del Centro Coordinamento che ha scritto un comunicato bello ma che, in passato a La Spezia, Bari o Venezia, quando era necessaria la tessera, ha organizzato le trasferte come se nulla fosse?
  4. No non è colpa del Coordinamento che, al contrario, ha il merito di portare tanti ragazzini per la prima vola a seguire il Cesena lontano dal Manuzzi. Il Coordinamento fa semplicemente il proprio lavoro: nulla di più, nulla di meno.
  5. Il divieto di Padova è forse colpa del Kick-off e di Insieme per Cesena? No, anche loro fanno semplicemente ciò per cui si sono costituiti. E quelli che vanno in trasferta con loro rispondono solo a loro.
  6. È allora forse colpa di qualche giornalista che, con immensa retorica, sottolinea come il divieto di trasferta a Padova colpisca i cesenati quando l’azione incriminata fu patavina? No, la retorica fa parte del mondo del giornalismo, attira “mi piace” e letture, con buona pace delle volte in cui sarebbe servita per denunciare ben altre ingiustizie.
  7. Beh, magari allora è colpa di Di Taranto che parla con i tifosi, mostrandosi comprensivo di fronte a questi numerosi divieti/soprusi, senza poi apparenti azioni a difesa della tifoseria stessa?
  8. Di Taranto il suo lavoro lo sta eseguendo e anche piuttosto bene: sistemare i conti, garantire la sopravvivenza economica, dirigere la società. Non gli possiamo certo chiedere di risolvere altri problemi.
  9. O più in generale è colpa della società Cesena FC, bravissima a produrre reel con i tifosi a Villa Silvia e lo striscione “trasferte libere” ma al tempo stesso piuttosto allergica alle critiche sul Romagna mia di Venezia? Ma dai, il Cesena è terzo in campionato: che colpa ne avrà se chiudono il settore ospiti a Padova?
  10. È tutto vero, non è colpa di nessuno altro se non di noi stessi. Colpa nostra che accettiamo lo status quo, colpa nostra che abbiamo sperato di ricevere aiuti e solidarietà mai arrivati. Il calcio è dei tifosi ma in Italia ce lo hanno rubato. E noi ci sentiamo impotenti.

Commenti

Una risposta a “Mea culpa”

  1. Avatar Bosi Giancarlo
    Bosi Giancarlo

    È colpa di chi va allo stadio. Quando ci sono i divieti in tutti gli stadi italiani i tifosi di casa non dovrebbero andare allo stadio in nessun settore compreso i giornalisti. Chi fa danni va arrestato e messo in galera per qualche mese. Trasferte libere a chi le fa solo per vedere la partita.