Ha ragione ANTONIO RECCHI

Ha ragione ANTONIO RECCHI

  1. Questi dati non hanno senso: nove partite per iniziare questo campionato e ben sei sono state in trasferta.
  2. Il Cesena, dopo nove partite, non ha ancora vinto in casa (pareggi contro Entella e Palermo e sconfitta contro la Reggiana), ma ha vinto cinque volte su sei lontano dal Manuzzi.
  3. Altro dato incredibile: con più punti in classifica del Cesena c’è solo una squadra, il sorprendente Modena, ma solo al nono turno i bianconeri sono riusciti a mantenere la porta inviolata per un’intera partita.
  4. Ancora: la differenza reti, appena +3, è la più bassa di tutto il gruppone in zona play-off, fatta eccezione per la Juve Stabia che deve ancora giocare, e la difesa (11 gol subiti) è la peggiore tra le prime otto, insieme alla Carrarese.
  5. Sono numeri che davvero si conciliano a fatica con la posizione attuale in classifica dei bianconeri. Eppure è tutto vero: il Cesena è lassù.
  6. Qui sta la magia: il Cesena riesce quasi sempre a fare risultato, dando però l’impressione di essere andato vicinissimo al risultato opposto. Con la Reggiana ha perso giocando decisamente meglio e sbagliando di tutto, col Südtirol ha vinto nonostante la linea Maginot della ripresa (con Celia che impersonificava il Belgio).
  7. L’identità data da Mignani alla squadra, fino a questo momento, si vede proprio nell’atteggiamento camaleontico, che varia di partita in partita e talvolta da tempo a tempo.
  8. Forse siamo confusi anche noi – il cambio Olivieri per Shpendi a metà ripresa è pura entropia – ma inevitabilmente finiscono per esserlo anche gli avversari.
  9. E a Bolzano, dove tutti si aspettavano una prova difensiva dei padroni di casa, la masterclass di Mignani è stata quella di saper invertire completamente il copione della recita. E il duo Castori-Bocchini ci ha messo troppo tempo per accorgersi che erano i lanci lunghi e le palle alte a mettere in difficoltà la sempre precaria retroguardia bianconera.
  10. Va benissimo così: lo chiameremo Mago Mignani. Perché, insomma, essere terzi dopo nove partite con il ruolo di seconda punta conteso tra Blesa, Diao e Olivieri significa davvero saper fare magie.