Gli attaccanti del Forlì

Gli attaccanti del Forlì

  1. Cazzo, se siamo forti! Oggi abbiamo quasi vinto! Perché, dai, perdere solo per 1-0 in casa della capolista con un gol annullato dal Var per pochi centimetri e dopo aver creato un bel po’ di occasioni per pareggiare, è quasi una vittoria.
  2. Siamo questi, addetti stampa da Calippo e corte dei miracoli, bravissimi a celebrare le sconfitte quasi come le vittorie pur di non perdere la benedizione papale.
  3. Il verdetto del campo oggi è stato piuttosto chiaro: Cesena a zero, Monza sempre più capolista.
  4. Ci è mancato poco per fare l’impresa? Beh, non è poco. È programmazione, è disponibilità economica, è visione. Chiunque abbia portato a Cesena Blesa, Diao ed Olivieri dovrebbe almeno farsi qualche domanda: valeva la pena rischiare così?
  5. In settimana, fiera dell’assurdo, a Blesa è addirittura stato prolungato il contratto: uno che vale meno degli attaccanti del Forlì (Petrelli, Coveri e Giovannini sono tutti più forti tecnicamente di lui) viene spacciato per salvatore della patria.
  6. Va bene lo stesso, il Cesena è praticamente già salvo, occupa una posizione ottima in classifica ben al di sopra del proprio potenziale e quindi onore al gruppo che comunque ha saputo arrivare fin qua.
  7. Però basta farsi sogni strani. È vero che il campionato di B quest’anno è di una mediocrità clamorosa – il divario con la serie A si sta allargando in maniera preoccupante – però non si può nemmeno sognare con un parco attaccanti del genere.
  8. Passiamo alle cose importanti, cioè al tifo. Senza limitazioni oggi erano presenti mille bianconeri a Monza: numeri importanti. Ma quanto potrà durare questa situazione? Poco, pochissimo.
  9. Ormai la strategia governativa è chiara: sfruttare ogni minimo pretesto per vietare le trasferte. Sempre più spesso assistiamo a divieti a tempo, per tre mesi o simile, in ogni caso che trascendono la singola partita ed un presunto rischio specifico.
  10. Meno male che anche nel Cesena c’è chi mantiene le promesse e, come concordato con il tifo organizzato, si spenderà come società per opporsi a questi divieti. O forse no?