1. Filippo Fusco non sa fare il direttore sportivo. È l’unica certezza che ci regala questa giornata psichedelica.
2. Mignani era già stato esonerato dopo la sconfitta col Monza, lo avevamo scritto e lo sapevano tutti.
3. Però c’è un però: il direttore sportivo non si è trovato d’accordo col direttore generale (Di Taranto), che nel frattempo si era allineato con la proprietà americana.
4. Dopo il pareggio, bruttissimo ma utile, di Modena, Di Taranto e Fusco non si erano trovati d’accordo su chi dovesse esonerare Mignani e su chi prendere.
5. Nel frattempo Fusco, avendo percepito un deterioramento della stima statunitense nei suoi confronti, aveva cercato il colpo di spalla con la piazza attraverso la parte più manipolabile della stampa.
6. Si spiega così il dossieraggio contro Dimitri Bisoli, le false voci su contatti con Bisoli padre, le lusinghe a Pecchia, gli attacchi a Di Taranto e Aiello da parte di chi fino a qualche settimana fa li aveva adulati.
7. Alla fine ha perso Fusco. L’esonero di un incolpevole Mignani – ha fatto quello che poteva con quello che aveva – è figlio degli errori di Fusco.
8. Questa squadra era ed è da decimo posto. Qualcuno aveva fatto i complimenti per la plusvalenza di Blesa con gli occhi a cuore con cui altri guardano i muscoli di Piacentini, ma la realtà è solo quella del campo.
9. Fusco e il suo fido Agostini hanno sbagliato tutto. Succede quando si lavora, soprattutto nel mondo del calcio, quindi nessun rancore.
10. Però grazie e arrivederci ad entrambi. E, se possibile, addio anche a chi ha dato eccessivo spazio alle loro lotte intestine nella società. Vedremo di lasciare qualche caffè sospeso per loro quando torneranno in città.


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