Ashley, Ashley, we all fall down
- Vergogna e umiliazione sarebbero dovute essere e vergogna e umiliazione sono state. Contro una non squadra allenata da un non allenatore.
- Che sarebbe stato un disastro lo si era capito sin dalla rifinitura di lunedì, con Cerri panchinato e un nuovo modulo di gioco che al momento non avrebbe senso nemmeno alla PlayStation.
- Poi ci si è messo il malumore dei giocatori, in particolare dei senatori, ancora legati all’ormai ex ds Fusco, dato da radio mercato attivissimo nel parlare ancora con i suoi (ex) ragazzi e con i relativi procuratori.
- In pratica già da lunedì sera l’ambiente era una polveriera e, nel migliore dei casi, quelli che non si lamentavano semplicemente non sapevano o non capivano cosa fare.
- Si è visto in campo: poco più di cinque minuti e subito il Mantova affonda come una lama nel burro nella difesa cesenate e arriva un autogol tanto inevitabile quanto goffo. Fine delle trasmissioni.
- Il resto è stata solo una tristissima recita col finale già scritto: non un sussulto, non uno sprazzo di dignità, nulla. Encefalogramma piatto. Una vergogna collettiva.
- A questo punto bisogna essere chiari: al di là di qualche poveretto che ancora organizza feste con i giocatori e di qualche altro sedicente giornalista che attacca la proprietà americana, ora la responsabilità diventa solo ed esclusivamente dei giocatori.
- Non si può più essere ignavi, non si può più essere Ciofi, non si può più rimpiangere quell’allenatore o quel direttore sportivo: occorre mettere in campo una dignità che stasera, come troppo spesso accaduto in passato, non si è vista.
- Cole, al di là della presunzione di aver accettato di comandare il Titanic nelle ultime miglia, non può che essere un parafulmine. Non ci possono essere più alibi: non ce ne frega più niente di Aiello, di Di Taranto, dello speaker o della responsabile marketing. Contano solo i giocatori. E la loro reazione. E di questo dovranno rendere conto (anche se dei conti se ne occupa lo zio Antonello).
- In tutto questo schifo, ancora più schifo facevano i biglietti a 25 euro per il settore ospiti. Almeno la parte sana del tifo cesenate, quella ancora in grado di pensare con la propria testa, si è posizionata nei distinti, dove i tagliandi costavano solo 14 euro. Fuck the system.


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