Gentile Andrea,
scrivo queste poche righe in maniera pubblica perché la vera sconfitta di questa stagione è, dal punto di vista umano, molto più che sportivo. Venerdì 8 maggio, al termine della tua conferenza stampa post-Padova, ti sei lasciato andare a un bruttissimo gesto nei confronti di un giornalista di Tuttocesena, apostrofato in malo modo, reo di aver espresso un giudizio non proprio lusinghiero sulla tua stagione.
Con questa lettera vorrei andare a fondo nei motivi che ti hanno portato a esplodere così malamente dopo una stagione pessima dal punto di vista tecnico, dopo una partita tragica dal punto di vista sportivo e dopo una conferenza stampa quasi surreale, in cui sono stati più i complimenti che le critiche.
Ecco il punto: tu, e la tua squadra, non siete abituati alle critiche. Certo, la colpa è in buona parte di chi le critiche non le fa pur di occupare un posto al sole, però un capitano di una squadra di Serie B dovrebbe saper reggere un po’ meglio la pressione.
Oltre a non reggere le critiche, tu non sai nemmeno rispondere in maniera appropriata. Lo avevamo già capito dopo Venezia, quando ti sei lanciato in quella temeraria “Romagna mia” senza pensare minimamente a chi era stato lasciato fuori.
Quel giorno non hai alzato la cornetta per chiarire, magari arrabbiarti, urlare, ma dire tutto di persona; hai invece preferito mandare avanti altri a fare il gioco sporco. E noi ci siamo sentiti dire — forse solo coincidenze? — che l’articolo era da cancellare e che andavano fatte pubbliche scuse, altrimenti trasmissioni o podcast che vedono al loro interno la presenza di altre firme di TuttoCesena avrebbero perso i tesserati come ospiti.
Nonostante una nota di precisazione sia stata divulgata, ci siamo poi sentiti dire che Panettone Bianconero non sarebbe più stato da linkare su TuttoCesena.
Ci sarà stato un motivo, in fondo, se Toscano non ti ha mai dato la fascia di capitano, preferendo giocatori che a Cesena avevano molta meno storia di te, ma ben altra personalità.
Perché quando c’è da far rialzare Shpendi, che è sempre per terra, non vai certamente tu.
Quando a Villa Silvia c’erano tuoi compagni che arrivavano tardi all’allenamento per rimanere più a lungo a tavola, non sei mai stato tu quello che si arrabbiava nel richiamarli e che quasi veniva alle mani.
Gentile Andrea, in conclusione di quanto appena affermato, mi rendo conto che non c’è nulla di strano nel fatto che, a distanza di oltre una settimana, tu non ti sia assunto la responsabilità delle tue azioni in sala stampa. In fin dei conti, nessuno tra proprietà, dirigenza, allenatori e giocatori ha provato pubblicamente a dare spiegazioni del crollo verticale accusato da dicembre in avanti.
Se il Cesena non si sente in dovere di motivare ai propri tifosi il rendimento degli ultimi sei mesi, figuriamoci se lo stesso club è disposto a scusarsi per un errore così grave e pacchiano commesso sotto gli occhi di poche persone…
Insomma, con quella fascia e con certi allenatori, con la personalità di Mignani o l’esperienza di Cole, potrai anche continuare a essere capitano: questa squadra però ha, aveva e avrà un disperato bisogno di leader che non si vedono in giro, e tu, ad oggi, hai dimostrato di non esserlo ancora per niente.


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